persona che sorride su un ponte medioevale a bagnone in Lunigiana

Chi sono

ll nome “La Barsanina” nasce da una radice di famiglia. I miei nonni erano i Barsan della Lunigiana, una terra di confine tra Toscana, Liguria ed Emilia — un territorio dove il cibo non è mai stato solo nutrimento, ma memoria, identità, comunità.

Ho scelto di portare avanti quel nome perché racconta esattamente ciò che faccio:
un ponte tra le persone e i luoghi, costruito attraverso il cibo.
Che si tratti di accompagnare qualcuno a scoprire un territorio a piedi, o di aiutare un’azienda agroalimentare a trovare le parole giuste per raccontarsi, il filo è sempre lo stesso — quello che i miei nonni conoscevano bene: il cibo come radice, come cura, come racconto.

La Barsanina è questo: la mia storia che diventa un modo di lavorare.

Cosa faccio

Il mio percorso comincia nel design. Dal 2008 sono industrial designer, con una forte propensione al marketing e alla comunicazione fin dai primi anni di lavoro — perché per me il design non è mai stato solo forma, ma anche il modo in cui
un prodotto racconta se stesso e arriva alle persone.

Dal prodotto alla pubblicità. Ho sempre seguito la nascita del prodotto ma anche studiato come poterlo comunicare al meglio sul mercato, attraverso strategie di comunicazione, shooting fotografici, video pubblicitari, social media.
Per essere maggiormente competente nell’ambito del cibo ho deciso di intraprendere un percorso che mi ha porta a una laurea in Scienze Gastronomiche.


Successivamente l’abilitazione come guida ambientale escursionistica e come accompagnatrice turistica con specializzazione in gastronomia, per muovermi con sicurezza nel territorio.

Ogni tassello è nato da una stessa domanda, posta da angolazioni diverse: da dove viene davvero ciò che consumiamo
— un prodotto, un piatto, un’esperienza —
e cosa significa prendersene cura,
dal progetto alla tavola?

C’è anche un’altra radice, meno formale ma altrettanto forte: vengo da una famiglia di commercianti. Il commercio l’ho respirato prima ancora di studiarlo — so cosa significa avere a che fare ogni giorno con clienti, prodotti, vendita. Ho lavorato anche a diretto contatto con aziende agricole, vedendo da vicino le filiere, dal campo al banco.

Presto, due nuovi tasselli: sto per diventare nutrizionista e approfondire il mio legame con la natura. Perché ho imparato una cosa, in anni di cammini e di studio del cibo: conoscere ciò che mangiamo e conoscere la natura che ci circonda sono la stessa forma di cura.

Il benessere non è un capitolo a parte:
è il senso di tutto questo.

Competenze

  • 2008 → Industrial designer — Comincio a progettare: forma, funzione, comunicazione.
  • Formazione → Laurea in Scienze Gastronomiche — Il cibo diventa oggetto di studio: cultura, tecnica, identità di un territorio.
  • Formazione → Diplomi in organizzazione eventi e consulenze di immagine— Imparo a costruire esperienze, non solo prodotti.
  • Abilitazione → Guida ambientale escursionistica, specializzazione gastronomia — Il territorio si cammina, non solo si racconta.
  • Abilitazione → Accompagnatrice turistica — Accompagno le persone dentro l’esperienza, non solo verso la meta.
  • Radici → Famiglia di commercianti, esperienza con aziende agricole — Il commercio e la filiera li conosco da dentro, non solo sulla carta.
  • In arrivo → Nutrizionista — Il cibo che racconto diventa anche il cibo che nutre.
  • In arrivo → Percorsi di Benessere in Natura — Il benessere si completa nel contatto diretto con la natura.

Ogni tassello è una lente diversa sulla stessa domanda: da dove viene ciò che consumiamo, e cosa significa prendersene davvero cura — dal progetto alla tavola, dal campo al bosco.

Che tu stia cercando un’esperienza di viaggio autentica, o una strategia per raccontare la tua impresa, con me trovi lo stesso approccio: guardare il cibo non solo come prodotto, ma come racconto di un legame — con la terra, con le persone, con se stessi.

È quello che i miei nonni Barsan sapevano fare senza bisogno di spiegarlo. Io ho scelto di farne un mestiere.