C’è un modo di vivere la vacanza che non tutti conosciamo.

E c’è anche un modo per poter creare turismo che molti piccoli paesi dovrebbero prendere in  considerazione.

E’ il cosiddetto turismo “en plein air”, ossia viaggiare con il camper.

Dopo la pandemia, la voglia di aria aperta ha cambiato le abitudini dei viaggiatori, e molti si sono approcciati alla vita in camper o in campeggio.

Una vacanza su quattro ruote è un modo di viaggiare incentrato sull’esperienza, che permette di immergersi completamente nel luogo che ci ospita. 

E’ un modo di esplorare distante dal turismo di massa. Chi decide di optare per questa vacanza predilige la qualità dell’esperienza, consumando principalmente prodotti locali, sostenendo le piccole attività e gli artigiani del luogo.

Questa forma di viaggio valorizza l’unicità del luogo e della sua cultura, anche in caso di assenza di strutture ricettive.

Basta che quel luogo abbia avuto la lungimiranza di accogliere il turismo itinerante mettendo a disposizione piazzole di sosta con le relative semplici comodità.

Poco distante dall’Italia, una ricerca enologica, mi ha portata a scoprire la regione dell’Alsazia, con il nostro camper.

E questo è stato proprio uno di quei viaggi che mi ha fatto dire “Dovremmo imparare anche noi”. 

Durante l’itinerario ho prediletto i piccoli borghi, più tranquilli e silenziosi. Ricchi di piccole cantine e di negozi artigianali ma sicuramente con meno strutture ricettive disponibili, soprattutto nel periodo del vino nuovo, quando ormai il turismo è agli sgoccioli.

Ma non il turismo su quattro ruote.

Chi avrebbe mai pensato di trovare così tante aree sosta e parcheggi dedicati, in questi piccoli paesini dispersi tra vigneti e frutteti, dove i bambini corrono ancora per la strada e a fare la spesa ci si va con il cestino di vimini al braccio 

Una caratteristica peculiare del turista a quattro ruote è avere fiuto per la qualità e per i posti di valore lontano dalle solite località vacanziere.

Altra caratteristica importante di questo turista è avere budget da dedicare ai prodotti e alle attività locali, avendo risparmiato sull’hotel.

Ed ecco quindi come dei piccoli paesi a misura d’uomo, diventato attrattivi anche per il turista.

Turista che si ritrova dal panettiere a ordinare “une baguette” mentre l’anziano signore che abita di fronte, compra il pane in pantofole e cestino di vimini, oppure a portarsi a casa i frutti del raccolto di qualche contandino lasciando nell’apposita cassetta il pagamento. 

Un turismo lento, che riesce ad infilarsi tra le strette pieghe di territori e paesi che altrimenti non sarebbero mai presi in considerazione come mete di vacanza.

Un turismo itinerante che si “accontenta” di uno spazio disponibile per pernottare in sicurezza sul proprio mezzo, una sosta per il carico e scarico e un pò di shopping nel piccolo paese, per poi proseguire verso la prossima destinazione.

Per riuscire a fare bene a casa propria, a volte bisogna guardare un pò più in là. Cosa fanno gli altri? Potremmo farlo anche noi? Forse sì!


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